Biografia di Gioacchino
da Fiore - ANONIMO
|
--San
Giovanni in Fiore, 10 marzo 2002
--Quando
a Palermo Gioacchino da
Fiore trovò l'imperatrice Costanza, che
aveva espresso il desiderio di confessarsi, in chiesa, seduta
sul trono, l'apostrofò dicendo:
--"Giacchè
io ora rappresento Cristo e tu la Maddalena penitente, scendi
dal trono, inginocchiati e confessati con umiltà, altrimenti
non posso ascoltarti".
--L'Imperatrice
scese, si inginocchiò e, sotto gli occhi attoniti
dei presenti, confessò i suoi peccati, riconoscendo nell'Abate
l'autorità apostolica.
--E'
quanto scrive un testimone dell'accaduto, suo amanuense
e biografo Luca
Campano, poi Vescovo e grande Architetto ( Duomo di Cosenza
). Se riusciamo ad immaginare quale sconfinato potere possedesse
un'Imperatrice potremmo avere in parte la misura dell'uomo e della
stima da lui raggiunta.
--Gioacchino
che aveva vissuto in Medio Oriente conosceva bene la
cultura dominante a Palermo, ed era pienamente cosciente della centralità
mediterranea del meridione d'Italia, città
che come ricorda Pasquale
LOPETRONE:
--"Già
nella metà del secolo XI Palermo era, dopo Il Cairo e Cordova,
il terzo centro commerciale e culturale del mondo mussulmano,
ma per bellezza del luogo e clima era ineguaglibile rispetto
alle prime due, per come tramandato dai cronisti dell'epoca.
--[...]
il quadro di un'attiva metropoli, la quale vantava ben
trecento moschee, innumerevoli mercati, banchi di cambio
valute e, tra tanti e vari laboratori artigiani, una delle
prime cartiere impiantate in Europa. [...] Quando Ruggero
d'Altavilla, fratello del Guiscardo giunse davanti alle
mura di Palermo nell'agosto del 1071, si trovò
davanti una città veramente organizzata, plurirazziale
e poliglotta...
|

--Figlio
di un notaio di Celico, di famiglia ebraica convertita
al cattolicesimo, nato intorno al 1130, ricevette un educazione
prettamente latina e nonostante la Cosenza normanna aveva poco
a che vedere con i monaci greci della Calabria meridionale, studiò
anche il greco.
--In abito eremitico, intorno ai diciotto
anni d'età (secondo
altri nel 1168 a circa 33 anni di età),
intraprese un lungo viaggio in Oriente, passando
per Costantinopoli, attraversando la Siria e soffermandosi in
Palestina dove studiò l'Aramaico per attingere ai Vangeli
originali. Sul Monte Tabor trascorse una quaresima
in una grotta in completo digiuno ricevendo il "dono della
intelligenza".
--Di questa capacità
di digiunare scrive Luca
Campano:
--[...]
si nutriva solo di pane e acqua, che assaggiava appena, mentre giorno
e notte scriveva o leggeva o pregava, e quotidianamente celebrava
la messa. Ebbe da Dio quanto desiderava, come la forza di astenersi
dai cibi e dalle bevande; e più si asteneva, più forte
ed agile appariva. Fuori dal monastero, mangiando insieme agli altri,
consumava con rendimento di grazie la razione di cibo. [...]
--Gioacchino
da Fiore visse e studiò per molti anni in Medio Oriente: erano lì le fonti della
conoscenza, non solo Spirituale, ma anche Scientifica e Filosofica. I libri, le tecniche costruttive, le
tecniche idrauliche, e dell'agricoltura, l'astronomia, la matematica.
Tutto veniva da quei luoghi, dalle Regioni, dalle
Civiltà all'intorno e da lì si era diffuso
attraverso il Mediterraneo.
--Dai
luoghi natali dell'Architettura
Mediterranea Gioacchino da Fiore importò molte
tecniche che insegnò al suo fidato amanuense Luca
CAMPANO probabile supervisore dello stesso Archicenobio Florense, eseguito
dopo la morte di Gioacchino dal
"Magister Artium" Fra' Giuliano.
--Probabilmente
dopo il viaggio in Oriente maturò un maggiore distacco
dal mondo che lo portò ad abbracciare l'ideale monastico,
e man mano salendo di gerarchia e di prestigio visse in numerose
abbazie cistercensi, da Santa Maria della Sambucina, a Corazzo dove,
alla morte dell'abate Colombano, divenne abate lui stesso, a Casamari
dove cominciò, esortato da Papa Lucio III, a mettere per
iscritto le sue idee.
--
--Gioacchino
da Fiore nella sua vasta produzione letteraria ha esplicato le sue idee e le sue profezie; ricordiamo fra
le opere la Concordia, la Expositio in Apocalypsim e il Psalterium
decem chordarum. Partendo dal modello trinitario, egli divideva la storia
in tre epoche fondamentali:
--L'Età
del Padre, corrispondente all'Antico Testamento.
--L'Età
del Figlio, rappresentata dal Nuovo Testamento
che aveva elevato gli uomini al ruolo di figli di Dio; compresa
tra l'avvento del Cristo ed il 1260.
--L'Età
dello Spirito Santo, nella quale raggiungendo
la completa libertà predicata dal messaggio cristiano gli uomini
sarebbero entrati in contatto diretto con Dio; solo in questa
Terza Età sarebbe stata possibile la vera comprensione della
parola di Dio.
--Il
25 agosto del 1196 il Papa Celestino III approvava la Regola
Florense, e Gioacchino da Fiore decide di fondare l'Archicenobio
dell'Ordine Florense, prima a Iure Vetere e poi a Iure Nuovo. Presumibilmente secondo molti studiosi, i lavori dell'Archicenobio
di San Giovanni in Fiore iniziarono nel 1202, su direzione architettonica
di Gioacchino.
--In quell'anno sfidando l'inverno
silano attraversò un valico di 1600 metri e si ammalò
gravemente, fino a che [...] gli fu
concesso di ardere del desiderio di morte e, raggiunto il vero sabato, di
affrettarsi come cervo alle sorgenti delle acque. [...]
|