
Campi
Flegrei
Architettura
Mediterranea
Campi
Flegrei: "Tempio di Venere" a Baia
Fotografia:
Francesco Saverio ALESSIO
- © copyright
1981
--Baia
--Il
sito, che secondo la leggenda trasse nome da Baios,
uno dei compagni di Ulisse, che vi fu sepolto
e vi ricevette onori, fu universalmente celebre nell'antichità
e fino a tutto il Medioevo per le numerose sorgenti termali che
scaturivano sia dalle colline circostanti l'arco del golfo, compreso
fra la Punta Epitaffio e l'odierna altura del
Castello, sia dal litorale, e che a partire
dal II secolo a.C. furono sfruttate a scopo terapeutico attraverso
appositi sudoratorìi scavati nel
tufo della collina. [...]
riferimento:
Napoli e dintorni; Anna Maria Bisi Ingrassia
- Newton Compton editori; Roma, 1981

Campi
Flegrei - Architettura
Mediterranea
Capitello
Corinzio a Baia
Fotografia:
Francesco Saverio ALESSIO
- © copyright
1984
--[...]
A Baia troviamo due ulteriori sviluppi di questa distinzione
di elementi e soprattutto dell'evoluzione della cupola. Ambedue
gli edifici erano delle piscine coperte.
--Nel
cosiddetto "Tempio di Mercurio" di
età augustea la sottile cupola emisferica di circa 20 mt.
di diametro è bucata al centro da un grande occhio centrale;
questo schema elementare ma fondamentale nello sviluppo dell'architettura
troverà qualche decennio dopo la sua massima espressione
nel Pantheon.
--Nel
cosiddetto "Tempio di Venere" di età
adrianea troviamo una cupola che costituisce, con i suoi sedici
spicchi impostati su di un tamburo ottagonale traforato da otto
finestroni ad arco ribassato, la più grande copertura "ad
ombrello" della romanità e grazie al tamburo finestrato
in alto un nuovo utilizzo della luce solare in architettura che
battendo sull'acqua si frantuma in mille riflessi proiettati sulle
pareti e sulla cupola.
Francesco
Saverio ALESSIO
Le rotonde nell'architettura romana

ingrandisci
Pantheon
Fotografia:
Francesco Saverio ALESSIO - © copyright 2007
[...] L'effetto cambia improvvisamente quando si entra nella rotonda. La concezione stessa del santuario di un tempio come di qualcosa di più di una scatola rettangolare, o talvolta cilindrica, ricorosamente chiusa, era già un'innovazione rivoluzionaria, e, anche a parte ogni considerazione di costume, la prima impressione prodotta dalla rotonda, con la sua slanciata volta a cassettoni e la luce che penetra dall'apertura centrale, deve essere stata sempre una delle più grandi esperienze architettoniche. C'erano stati dei precedenti, nelle rotonde a cupola, illuminate dal centro, di Baia e a Roma stessa, in quelle, abbastanza recenti, delle Terme di Traiano; ma nessuna di esse era di dimensioni così eccezionali o possedeva la stessa affascinante semplicità e dignità di concezione.
Architettura Romana; John B.Ward-Perkins - Electa Editrice, Milano 1979

Strutture
romane sommerse antistanti la Punta dell'Epitaffio a Baia
riferimento:
Napoli e dintorni; Anna Maria Bisi Ingrassia
- Newton Compton editori; Roma, 1981: tratto da Forma Italiae,
I, XIV, fig.56
San
Giovanni in Fiore, 27 ottobre 2003
--Tutti
i Campi
Flegrei sono cosparsi di frammenti romani e di percorsi
e di architetture ipogee: da caverne greche e romane; a
punta Epitaffio era la villa di Nerone, nel cui Ninfeo
sommerso, in
apnea pescavo polpi e ostriche del Mediterraneo,
nei due anni, fra il l'inizio del 1980 e la fine del 1982, in
cui abitavo a trecento metri da lì, sul viale di Arcofelice,
sul bordo di Lucrino.
--Pozzuoli
ad est, Baia e Capo
Miseno ad ovest, Capri,
di fronte, a Sud, dalle chiome distese nel mare Mediterraneo...i
laghi di Lucrino, il lago d'Averno,
il Fusaro con la Casina
Vanvitelliana ( quella del Pinocchio di Comencini
), la Solfatara e l'Anfiteatro
Flavio
a Pozzuoli che come una enorme nave naviga nel bradisisma
da secoli.
E'
una terra ricchissima, drammatica e bellissima!
--La
Piscina Mirabilis è scavata nel banco tufaceo della Punta
del Poggio, al limite dell'abitato di Bacoli, con i suoi
75 mt per 25,50 per 15 di altezza, era capace di immagazzinare
oltre 12,000 metri cubi di acqua dell'acquedotto augusteo del
Serino ed è la più grande cisterna conosciuta dell'antichità
classica.

Piscina
Mirabile: pianta
riferimento:
Napoli e dintorni; Anna Maria Bisi Ingrassia
- Newton Compton editori; Roma, 1981: tratto da I Campi Flegrei
nell'archeologia e nella storia, Roma 1977 fig.234
--[...]
Nell'esistenza di una città intervengono trasformazioni
e distruzioni dei suoi edifici.
--Nella
sua persistenza, la natura il carattere e l'espressività
del suolo.
--L'architettura
del suolo supera nella portata l'architettura degli edifici.
--L'architettura
del suolo è sempre archetipa; l'architettura degli
edifici è sovente legata agli stili.
--Un'urbanistica
che parta dall'architettura del suolo crea le premesse per la
configurazione di un persistente tracciato della città.
--Francesco
VENEZIA con Gabriele PETRUSH: Catalogo della mostra "Idee
prozessergebnis" IBA, Edizioni Senator Fuer BAU - und Wohnungswesen,
Berlino 1984

Castel
dell'Ovo ed il Vesuvio
Fotografia:
Francesco Saverio ALESSIO
- © copyright
1984
Sul
sottosuolo di Napoli e la sua inquietante geografia