
--A
Napoli, la forma visibile dell'architettura è solo l'affioramento
di una città sotterranea. Innumerevoli caverne,
grotte, cunicoli, pozzi l'attraversano in ogni direzione intrecciandosi
a quote diverse. Non si tratta di cavità naturali - frane
accidentali o corrugamenti geologici - ma di luoghi edificati
«per forza di levare».
--Da
almeno 40 secoli, scavate nel tufo, per cavare pietre
o costruire
piscine ed acquedotti, per tracciare gallerie viarie
o interrare tombe e sacrari, le grotte, soprattutto, costituiscono
una «memoria»; una corrispondenza simbolica con realtà
lontane. Atto insediativo primario.
--A
Cuma, caposaldo della strategia di occupazione e colonizzazione
di Neapolis,
lAntro della Sibilla Deiphobe
fornisce il suolo, sopra di sé,
per fondare le terrazze dei templi degli Dei olimpici,
e, ancora, sotto di sé,
la terra
per scavare la crypta romana che punta al lago dAverno:
territorio dei Cymmeri; ingresso alla città sotterranea
dei Morti: l'Oltretomba. Pochi, di coloro che la visitano, possono
tornare vivi per descriverla. Scavare, essere al di sotto
della terra, dunque, è la sola maniera possibile
per vivere una realtà divina altrimenti immaginata. Ospiti
nella casa degli Inferi, questa diventa pre-testo delle superiori
abitazioni degli uomini.

Architettura
Mediterranea
XVII Triennale di Milano, 1987: Sottosuolo partenopeo e architettura
ipogea greco romana
Napoli, Cavità
nel Monte Echia, Grotte Carafa
Fotografia:
Francesco Saverio ALESSIO
- © copyright
1986
riferimento:
Paolo Di Caterina, Le cavità sotterranee e Napoli;
DOMUS n° 681 - Itinerario n°22, Milano 1987
--Prefigurazione
dell'architettura. Nella grotta si ritrovano, riuniti,
indissolubili, i principi vitruviani della firmitas,
la roccia, dell'utilitas, la cavità, il
riparo, della venustas, i rugosi graffiti dello
scalpello, le mutevoli concrezioni della natura. La città
cosi cresce in superficie, a mano a mano che si approfondisce,
a somiglianza delle sue stesse viscere; assumendone la materia
"resistente" la consistenza «morbida e spugnosa»,
il colore «giallo e rosso», la forma dello spazio
«complesso». Si edifica al tempo stesso la
casa e la grotta.
Sottosuolo
partenopeo e architettura ipogea greco romana
schizzo, pennarello su carta, Francesco Saverio ALESSIO; Napoli
1986
Napoli, Cavitą nel Monte Echia, Grotte Carafa, Castel
dell'Ovo ed il Vesuvio
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--Walter
Benjamin ha detto che a Napoli
l'architettura è porosa come la sua roccia e che la città
tutta è come uno scoglio. E «scoglio»
è proprio, nella tradizione, il supporto della grande scena
presepiale fatta, non a caso, di caveme e di anfratti, gremiti
di folle, e poi di ruderi e di piccole case deserte.
--Un
itinerario sotterraneo, una visita alle grotte è dunque
una prova iniziatica, un ritorno
alla memoria delle origini; alle forme archetipe della città.
Gran parte delle circa 520 cavità napoletane, che si estendono
su di una superficie di un milione di metri quadri, non sono utilizzate
e pertanto non accessibili a tutti; il percorso qui proposto è
quindi solo parziale ma comunque sufficientemente rappresentativo.
--PAOLO
DI CATERINA
riferimento:
Paolo Di Caterina, Le cavità sotterranee e Napoli;
DOMUS n° 681 - Itinerario n°22, Milano 1987
Copertina
di Domus n° 681: Milano, Marzo 1987
dedicata a Napoli, al lavoro sul sottosuolo e l'architettura ipogea
greco romana, esposto alla Mostra: "Nove
viaggi in Nove cittą" per la XVII Triennale
di Milano su Direzione di Francesco
VENEZIA e Paolo
DI CATERINA

DOMUS
n° 681
--Tutti
i Campi
Flegrei sono cosparsi di frammenti romani e di
percorsi e di architetture ipogee: da caverne greche
e romane; a punta Epitaffio era la villa di
Nerone, nel cui Ninfeo sommerso, in
apnea pescavo polpi e ostriche del Mediterraneo,
nei due anni, fra il l'inizio del 1980 e la fine del 1982,
in cui abitavo a trecento metri da lì, sul viale
di Arcofelice, sul bordo di Lucrino.
--Pozzuoli
ad est, Baia e Capo
Miseno ad ovest, Capri,
di fronte, a Sud, dalle chiome distese nel mare Mediterraneo...i
laghi di Lucrino, il lago
d'Averno, il Fusaro con la Casina
Vanvitelliana ( quella del Pinocchio di Comencini
), la Solfatara e l'Anfiteatro
Flavio
a Pozzuoli che come una enorme nave naviga nel bradisisma
da secoli.
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